Basket Costa, scopriamo il settore giovanile: allenamenti individuali, gruppi di lavoro e progetto Un'Atleta in Famiglia
18-02-2020 16:30 - BASKET COSTA

Proseguiamo nella scoperta del cuore delle attività di Basket Costa, il settore giovanile. Dopo aver parlato dell'organizzazione del coaching staff, in questa seconda parte analizziamo, sempre con il responsabile del settore giovanile Gabriele Pirola, la grande qualità del lavoro individuale che viene svolto in palestra, con allenamenti personalizzati e specifici per la crescita delle ragazze, un focus sui vari gruppi di lavoro e, infine, un approfondimento sull'evoluzione del progetto "Atleta in Famiglia", sulle difficoltà nell'organizzazione e sulle soddisfazioni che hanno caratterizzato questo percorso fino ad ora.

Fonte: Ufficio Stampa
Come è strutturato il lavoro individuale
Allenamenti personalizzati e specifici: "Quest'anno abbiamo aumentato gli spazi di palestra a disposizione per gli allenamenti individuali delle giovanili femminili, passando da 3 a 8 settimanali e coinvolgendo 4 allenatori di primo livello (De Milo, Rossi, Seletti e il sottoscritto). Dal lunedì al venerdì le ragazze arrivano a partire dalle 15, fanno allenamento individuale, poi si fermano al palazzetto in aree adatte a studiare, la sera fanno allenamento di squadra e poi tornano a casa. Ci si allena e si studia, muovendosi nei momenti di minore traffico: se non vanno bene a scuola si interrompe. Le U16 sono sotto la responsabilità di Cosimo De Milo, e lavorano su aspetti tecnici generali; il gruppo U18-Serie A1 è, invece, sotto la responsabilità di Pierangelo Rossi e Paolo Seletti: su di loro si va a cucire un po' più il lavoro su misura, concordando obiettivi, blocchi di lavoro e i percorsi di miglioramento. L'idea è di trovare spazi ulteriori per tutte le giovanili, ma ci serve tempo per la gestione economica e logistica della cosa. E' per me un bellissimo intervento, e penso che abbia alzato molto il livello di offerta in questa stagione: personalmente inviterei gli allenatori che vogliono imparare qualcosa sulla tecnica individuale a venire a vedere".
Un breve focus sui vari gruppi di lavoro
Il settore femminile: "Dividerei il discorso in settore maschile e settore femminile, perché sono a un punto di sviluppo diverso. Il lavoro sul settore femminile si è consolidato negli anni grazie alla continuità con cui è stato portato avanti. Affiancare la sigla Mariano a Costa è stata una scelta che ha permesso di trovare lo spazio giusto a tutte le ragazze. Il livello degli allenatori del settore giovanile è altissimo, tendiamo a non rendercene conto nemmeno noi. In 4 sono stati allenatori delle nazionali giovanili a campionati europei o mondiali. Tre di loro sono anche ex capi allenatori in serie A. Sicuramente ci sono tutte le condizioni per fare un ottimo lavoro. I risultati dipendono da quello e dal materiale umano: in questi anni ne abbiamo avuto di ottimo, ora vogliamo riuscire a confermarci a prescindere".

Il settore maschile: "Il settore maschile ha ripreso a funzionare da 3 anni a pieno ritmo dopo alcuni anni di confusione senza stimoli alla crescita. C'era bisogno di un allenatore esperto, del territorio, con la grinta e la conoscenza del gioco giusta. Abbiamo chiesto a Cristian Testa, era la nostra prima opzione ed ha accettato. È lui a guidare la serie D, praticamente tutta fatta in casa, con un'età media che non supera i 22 anni, l'U18 e anche l'U14. Questo perché vogliamo che il settore giovanile maschile dapprima non sfiguri e poi abbia una sua chiara identità all'interno delle Pantere".
Il progetto "Atleta in famiglia"
Un'evoluzione importante rispetto alla base di partenza di qualche mese fa: "Si tratta di un'iniziativa pensata un paio di anni fa, costruita piano piano lungo il corso della scorsa stagione, concretizzata e realizzata tra la primavera e l'estate appena passate. Ragazze del territorio nazionale, che altrove non avrebbero le possibilità di crescita che possono avere da noi, vengono scelte e inserite in famiglie della zona, al fine di diventare le persone, le studentesse e le giocatrici migliori possibili. "Atleta in famiglia" è quindi un'opportunità di crescita a 360°, un'esperienza di eccellenza, che ha come obiettivi quelli di tirare fuori il massimo in tutti e tre gli ambiti di vita delle ragazze: casa, scuola e palestra. Questo progetto vede come protagoniste famiglie molto coraggiose, che hanno aperto la porta di casa a un'esperienza nuova, senza un ritorno economico. Così come sono molto coraggiose le famiglie e le ragazze ospiti, che per raggiungere un proprio sogno sono disposte a fare il sacrificio più grande: separarsi dalle persone a cui vogliono più bene".
Fonte: Ufficio Stampa
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