BLACK PANTHERS CUP: 3^ EDIZIONE

Il basket giovanile si prepara a vivere un weekend di Pasqua all’insegna dello sport e della condivisione. La Black Panthers Cup torna per la sua terza edizione, in programma dal 3 al 5 aprile 2026, e lo fa consolidando il legame fondamentale con Basket Costa.

La società biancorossa si conferma partner sportivo di riferimento per il torneo, rinnovando una sinergia che va oltre il semplice supporto logistico. Basket Costa e l’organizzazione della Panthers Cup condividono la stessa visione: offrire ai ragazzi e alle ragazze un’esperienza che unisca la qualità tecnica in campo al valore umano dell’incontro tra realtà diverse.

Nasce il “Memorial Stefano Magni”.
L’edizione 2026 assume un significato profondo e toccante per tutto l’ambiente cestistico del territorio. Il comitato organizzatore, in accordo con la società, ha deciso di intitolare il torneo alla memoria di Stefano Magni, storico allenatore di Basket Costa scomparso prematuramente nel 2024 a soli 30 anni. Stefano non era solo un tecnico preparato, ma un esempio di passione ed educazione sportiva per centinaia di giovani atleti. Legare il suo nome a un torneo che mette al centro i giovani, il divertimento e l’inclusione è il modo più autentico per onorare la sua eredità e tenerne vivo il ricordo sui campi che ha tanto amato.

Il Torneo: format e nuove categorie
La manifestazione coinvolgerà le province di Como e Lecco, sfruttando la splendida cornice del Lago di Como per unire competizione e turismo sportivo. Quest’anno il torneo cresce e si apre anche ai più piccoli con l’inserimento di due nuove fasce d’età.

Le categorie in gara per il 2026 sono:

Maschile: U13, U14, U15, U17, U19
Femminile: U13, U14, U15, U17, U19
Novità U12: Prevista sia per il settore Maschile che Femminile
Novità U10-U11: Categoria Mista (con formula unica o suddivisa in base al numero finale di iscritti)
Confermata la vocazione internazionale e inclusiva dell’evento: non solo partite, ma momenti di aggregazione, cene di squadra ed esperienze sul territorio, fedeli allo spirito che ha reso la Panthers Cup un evento “human-centric” prima ancora che sportivo.